La collettiva “sapore di mare 2” organizzata da Luisa Carlà e Manuela Bonetti è stata un’esperienza meravigliosa che voglio conservare e che spero di ripetere! Grazie di cuore!

𝐈𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨: “𝐈𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐞, 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐝’𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚”.
𝐑𝐢𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐮𝐧𝐢𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨.

𝑰𝒍 𝒎𝒂𝒓𝒆 𝒆’ 𝒗𝒊𝒗𝒐, 𝒓𝒆𝒔𝒑𝒊𝒓𝒂 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒐𝒏𝒅𝒆, 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒗𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒄𝒐𝒓𝒓𝒆𝒏𝒕𝒊, 𝒄𝒊 𝒂𝒃𝒃𝒓𝒂𝒄𝒄𝒊𝒂 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒂𝒑𝒏𝒆𝒆.
𝑰𝒍 𝒎𝒂𝒓𝒆 𝒔𝒊 𝒔𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒂𝒅 𝒐𝒄𝒄𝒉𝒊 𝒄𝒉𝒊𝒖𝒔𝒊, 𝒉𝒂 𝒖𝒏 𝒔𝒂𝒑𝒐𝒓𝒆, 𝒖𝒏 𝒐𝒅𝒐𝒓𝒆, 𝒄𝒊 𝒑𝒂𝒓𝒍𝒂, 𝒄𝒊 𝒂𝒔𝒄𝒐𝒍𝒕𝒂, 𝒄𝒊 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒔𝒄𝒆.
𝑰𝒍 𝒎𝒂𝒓𝒆 𝒓𝒊𝒇𝒍𝒆𝒕𝒕𝒆 𝒊𝒍 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒐 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒅’𝒂𝒏𝒊𝒎𝒐, 𝒆𝒅 𝒆’ 𝒑𝒆𝒓 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒊 𝒂𝒊𝒖𝒕𝒂 𝒂 𝒑𝒆𝒓𝒅𝒆𝒓𝒄𝒊 𝒆 𝒓𝒊𝒕𝒓𝒐𝒗𝒂𝒓𝒄𝒊.

Lecce, San Cataldo. Lido Turrisi. 23/09/2023

La mostra di Sabato è stata stupenda. C’è stata grande affluenza e c’è stata grande partecipazione di artisti dalle opere e dai concetti più vari. Davvero uno spasso per la mente. Persone che andavano e venivano, pareri e complimenti, domande per capire meglio.

Mi hanno colpito soprattutto alcune persone che esponevano. In primis un ragazzo che ha realizzato opere sul concetto dell’ombra. C’era un dialogo tra una persona e la sua ombra, mi ha colpito quando ha detto che lei ci sarebbe sempre stata, che anche quando la sente assente è sufficiente aumentare la luce, ed infine che per abbracciarla serve abbracciare se stessi.

Altri lavori interessanti erano quelli di una ragazza che faceva su tela rappresentazioni con il filo, che cuciva come accade nei legami.

Bellissimo il lavoro di un paio di persone con i collage, specialmente quelli di una ragazza che lavora con le fotografie di famiglia, non le sue ma quelle che trova nei mercatini. Lei ci lavora per conservare la memoria, per donare di nuovo importanza a quelle esistenze. Pensarci è stato commovente.

Infine ho conosciuto una persona che, laureata in ingegneria meccanica, ha creato un’attività che fonde creatività e tecnica ingegneristica. Per me è stato ed è ancora importante averla conosciuta: forse è possibile riuscire a far funzionare il connubio. Insomma, tutto questo in una mostra collettiva. Che per di più mi ha fatto capire che la mia identità artistica può stare nella doppia esposizione tra paesaggio e ritratto, come jin e yang, come luce e ombra, come creatività ed ingegneria: landscape è orizzontale, portrait è verticale. Due cose opposte che insieme diventano LA FINE DEL MONDO. Io e questo vizio di interpretare ciò che accade in modo così forte. E tutto questo che avviene da anni senza presentarsi sottoforma di occasione di svolta, forse perché la svolta non deve avvenire.

Con il tempo, ho capito che non serve appoggiarsi alle persone, che i segni arrivano ma che sono io a dover agire, non le occasioni a doversi presentare.